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19 Febbraio 2009- E-gov 2012: decreti ingiuntivi digitali nel progetto pilota del Tribunale di Milano

"Un decisivo passo avanti nel processo di digitalizzazione e riorganizzazione degli uffici giudiziari per ridurre i tempi dei processi, a partire da quelli civili. È uno degli obiettivi strategici del piano e-government 2012 lanciato qualche settimana fa dal ministro dell’Innovazione e la Pa, Renato Brunetta, che sul fronte dei Tribunali si muoverà anche sulla base di un protocollo d'intesa siglato con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano". E’ quanto scrive Davide Colombo in un articolo pubblicato oggi sul sito del Sole 24 Ore con il titolo "E-gov 2012. Decreti ingiuntivi digitali nel progetto pilota del tribunale di Milano".

"Sul piatto - spiega il giornalista - ci sono 16 milioni di euro per attivare in tutti i distretti, entro il 2010, l’invio telematico delle comunicazioni e delle notifiche dagli uffici giudiziari agli avvocati e agli ausiliari del giudice. In pratica si tratta di un ulteriore sviluppo rispetto al nuovo "processo civile telematico" che prevede già da qualche tempo, in Tribunali pilota come quello di Milano, l'invio di decreti ingiuntivi per via digitale a tutti gli avvocati che hanno attivato un proprio indirizzo di accesso diretto con la cancelleria unica e che a regime, probabilmente già a fine anno, dovrebbe consentire l’invio on line di notifiche esecutive. «Attualmente il 33% dei decreti ingiuntivi viene inviata con il canale digitale - spiega Claudio Castelli, presidente aggiunto dell’Ufficio del Gip e responsabile dei progetti per l’innovazione - e a questa sperimentazione, avviata ormai da cinque anni, partecipano 30 magistrati sui circa 120 attivi nelle 13 sezioni civili del tribunale». Il prossimo passaggio, previsto nel cronogramma di Brunetta tra fine marzo e aprile, prevede la trasmissione dalla cancelleria delle notifiche degli atti, dei biglietti di cancelleria e delle comunicazioni complessive «oltre 280mila documenti l’anno dovrebbero transitare sul canale digitale per raggiungere gli studi legali che si sono già collegati - dice ancora Castelli – consentendo un risparmio di circa 1.600 ore di lavoro l’anno, per un costo del personale di almeno 300mila euro». Al progetto partecipa anche il personale del Coordinamento interdistrettuale dei sistemi informativi automatizzati (Cisia). Il Tribunale di Milano, che con questo programma ha partecipato al concorso "Premiamo il risultato" promosso da Palazzo Vidoni, farà da battistrada per la diffusione dei nuovi canali di scambio telematico dei documenti giudiziari in altri 17 Tribunali, tra cui Napoli, Catania, Bergamo, Brescia, Como, e Monza. «Per la riuscita di questo programma davvero ambizioso - fa notare il giudice Castelli - è indispensabile il coinvolgimento degli ordini degli avvocati. A Milano lo abbiamo fatto e da qualche anno stiamo procedendo in piena collaborazione alla diffusione dei nuovi canali di comunicazione presso un numero sempre crescente degli oltre 10mila indirizzi di avvocati civilisti che lavorano su questo territorio». Secondo Castelli l’analisi dell’avanzamento di questo progetto, introdotto con il piano e-government 2012, può dare un’accelerazione se tutti gli attori coinvolti riescono a coordinarsi al meglio: «In prospettiva puntiamo sulla possibilità di acquisizione degli atti cartacei, che dovrà comunque essere garantita, presso la cancelleria unica al posto delle 13 attive nelle sezioni civili del tribunale. Non dico per disincentivare chi non attiva un proprio indirizzo di accesso on line ma per far capire che la strada che abbiamo preso è quella. Poi serve la giusta incentivazione del personale di cancelleria, che dovrà affrontare corsi di formazione, e qui a Milano oggi possiamo contare su un organico scoperto per il 20-30 per cento». L’evoluzione successiva del progetto prevede, alla voce "Dematerializzazione", la diffusione di caselle elettroniche certificate che consentirà l’invio di notifiche e atti giudiziari non solo agli avvocati ma anche alle imprese e ai cittadini «uno scenario al quale per il momento ci limitiamo a guardare con fiducia - conclude Castelli - consapevoli che si tratta di un percorso ancora lungo».



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